Archiviazioni mensili: Luglio 2008

«Conosco una sola persona intelligente quanto voi: Max Jacob» le aveva detto dopo averla conosciuta. L’idea l’affascinava perché «se si è intelligenti si piace ai ragazzi intelligenti» e lui era l’uno e l’altro, diciannove anni di puro cervello… Era certa che avrebbe incantato la sua famiglia, alto, magro, appassionato, bisognava solo che non si sapesse che aveva quattro anni di meno, 19 contro i suoi 23… Ci restò un po’ male quando il giovane spasimante le riportò il giudizio del di lei fratello: «Sì, certo, è intelligente, ma è anche completamente pazza».

Nell’Europa del primo dopoguerra la maggiore età si raggiungeva a ventun anni e il minorenne André Malraux per avere il passaporto per l’estero dovette chiedere il consenso del padre… Aveva deciso di accompagnare Clara Goldschmidt in Italia il giorno stesso in cui lei aveva menzionato quella meta, ma viaggiare in coppia, da clandestini e non da fidanzati ufficiali, era per l’epoca rischioso e, se scoperti, scandaloso. Sul treno, un amico di famiglia riconobbe Clara e il coraggio da ragazza emancipata evaporò: lo avrebbe detto ai suoi, era rovinata. «Lo sposarsi metterebbe a posto le cose?», chiese André. Lei disse di sì, senz’altro, poi si vergognò della propria vigliaccheria: «Divorzieremo dopo sei mesi» lo rassicurò.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276902

da MilanoIl settore delle compagnie aeree vive un momento quanto mai difficile, a causa della frenata dell’economia e della corsa del costo dei carburanti, tanto che un rapporto della società di consulenza AlixPartners prevede una raffica di fallimenti nell’immediato futuro, destinati ad aggiungersi ai molti già verificatisi: negli ultimi due anni 24 compagnie aeree Usa hanno fatto ricorso al Chapter 11. Ieri Continental Airlines, la quarta compagnia aerea statunitense, ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre con perdite per circa tre milioni di dollari, contro un utile di 228 milioni dello stesso periodo di un anno fa. E anche le compagnie low cost vanno in crisi: Ryanair ha annunciato che ridurrà i voli settimanali sullo scalo londinese di Stansted, il suo hub principale, in risposta al caro petrolio e alla pressione fiscale; anche il numero degli aerei utilizzati scenderà del 25 per cento. La compagnia leader nei viaggi low cost stima di trasportare da Stansted 900mila passeggeri in meno quest’inverno. E il sindacato dei piloti americani denuncia la Us Airways, la principale compagnia low cost statunitense, perchè fa volare i suoi jet con serbatoi al limite per ridurre i costi del carburante. Eppure, c’è chi crede nella ripresa in tempi brevi: è il caso dell’Argentina, dove la compagnia aerea Aerolineas Argentinas ritorna sotto il controllo dello Stato. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Ricardo Jaime, dopo che il governo di Buenos Aires è riuscito a trovare un accordo con il gruppo spagnolo Marsans, a cui apparteneva la compagnia.

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Cinquemila euro a testa. Tanto, più o meno, i dipendenti del comune di Rho (Milano), dovranno restituire alle casse dell’ente. Soldi loro elargiti illegittimamente dalle precedenti giunte di centrosinistra. La Corte dei Conti ha infatti condannato gli ex amministratori e alcuni dirigenti a rifondere la somma. Che ora dovrà essere recuperata in maniera forzata dai 335 dipendenti, compresi i pensionati. I giudici hanno accertato che i premi sarebbero stati spalmati a tutti. «Una vicenda che dimostra la negligenza di chi ci ha amministrato – protestano i dipendenti -. Gli ex amministratori non metteranno mano al portafogli, grazie all’assicurazione che li tutela; per noi, invece, un salasso forzato. Resisteremo legalmente».

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Ho evitato ogni polemica, nei giorni precedenti la manifestazione di Piazza Navona – benché non mancassero le falsità, le manipolazioni, le insinuazioni (e perfino gli insulti) cui replicare -, per non offrire pretesti a chi questa manifestazione voleva ostacolare. Eviterò ogni polemica ora, dopo che una partecipazione di cittadini andata al di là delle più temerarie speranze ha dato vita a una giornata di straordinaria risposta democratica e di resistenza civile al gorgo di «putinizzazione» nel quale Berlusconi, a forza di leggi-vergogna, sta trascinando l’Italia. Una partecipazione di cittadini clamorosa per numero, almeno centomila, con la piazza stipata modello «sardine» e le vie circostanti piazza Navona colme di persone che non riuscivano a entrare. Ed emozionante per generosità, passione politica, indomita volontà di non assuefarsi alle sirene confortevoli del conformismo e della passività. Alla grande tentazione che sempre minaccia le democrazia, quella della «servitù volontaria». Molti cittadini sono venuti da città lontane, perfino dalle isole, sacrificando un giorno di ferie, spendendo tempo e denaro, pur di non rimandare a quando potrebbe essere troppo tardi, il loro grido di libertà e di dignità. Poiché mi sono imposto di evitare polemiche, per rispetto dei centomila cittadini che hanno manifestato a piazza Navona, registro e accantono acriticamente le affermazioni di Nanni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77084

La caserma di BolzanetoVentitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: è la sentenza emessa dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi. I pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione. In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d’ ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l’impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d’ufficio. Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all’epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado più alto nella struttura, e l’ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77162

Riprendono gli sbarchi sulle coste siciliane. Dopo qualche giorno di tregua ieri a Lampedusa sono approdati 106 clandestini, mentre oggi in tre diverse operazioni tra l’isola delle Pelagie, Siracusa e Ragusa sono arrivate 96 persone. In 41, tra cui 4 donne, sono stati intercettati intorno alle 4 del mattino a bordo di un gommone. Avevano lanciato un sos con un telefonosatellitare e l’arrivo degli uomnini della Capitaneria di porto è stato provvidenziale. Durante le operazioni di trasbordo, infatti, il gommone che già imbarcava acqua si è inabissato e dieci clandestini sono stati recuperati dal mare. Le loro condizioni di salute sono comunque buone.A Portopalo di Capo Passero nel siracusano, invece, in 29, tra cui 9 donne e 5 bambini, sono stati soccorsi dalla Guardia costiera a 13 miglia dall’Isola delle Correnti, mentre in 26, tra cui una donna, sono stati avvistati e tratti in salvo a 8 miglia da Pozzallo, nel ragusano. Medici senza frontiere ha lanciato ieri a Bruxelles un appello ai capi di Stato e di governo che si riuniscono domenica a Parigi per lanciare l’Unione per il Mediterraneo. Msf chiede che vengano migliorate le condizioni di accoglienza di chi sbarca sulle coste meridionali dell’Europa. In particolare, osserva il personale dell’Ong, la situazione è critica a Lampedusa. Per Msf quella che si vive nel sud dell’Europa è una vera e propria emergenza. «L’aumento dei controlli e della sorveglianza – spiega Antonio Virgilio, Capo missione in Italia – non sta frenando le persone che tentano di raggiungere l’Europa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77092

nostro inviato a Pescara

Buchi neri, riscontri vacui, svarioni investigativi. Cominciano a vacillare le granitiche risultanze della prima ora. Anche perché nell’ordinanza d’arresto di Ottaviano Del Turco una sola intercettazione sembra dare conforto all’impianto accusatorio. Il resto è frutto delle sole dichiarazioni dell’imprenditore-pentito Vincenzo Angelini (e dei nastri da lui registrati) che quando s’accorge di rischiare la galera decide di collaborare. In extremis è passato da corruttore a concusso, ecco perché bisognerebbe andarci cauti sulla genuinità di certe dichiarazioni.

I conti non tornano
Il gip è chiaro: «Le indagini non hanno evidenziato sin qui situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate dall’imprenditore Angelini». Ma c’è un però: «Tale circostanza, però, non è assolutamente idonea a inficiare l’ipotesi accusatoria». Il ragionamento è tortuoso, capzioso: se non c’è traccia che i soldi siano effettivamente finiti nelle tasche di Del Turco, vuol dire che li ha presi qualcun altro per suo conto. Allo stesso modo l’acquisto di tre case con i proventi della corruzione sarebbe riconducibile solo a «operazioni immobiliari non del tutto trasparenti». Da qui ad avere la prova ce ne passa. Perché se è vero che al presidente della Regione l’imprenditore Angelini ha versato tangenti per 6 milioni; se è vero che nei conti correnti del presidente non sono emerse cifre enormi fuori posto; se è vero che le intercettazioni di Del Turco sembrano andare tutte in una direzione sfavorevole all’accusa; se è vero anche che nelle «sospette» operazioni di giroconto per l’acquisto degli appartamenti di Del Turco c’è una fuoriuscita di liquidità al massimo di 1milione e 279mila euro (tre operazioni da 269mila, 576mila, e 453mila euro), la domanda sorge spontanea: ma dove sono finiti i restanti 4milioni 721mila euro di tangenti di Ottaviano Del Turco? La Gdf li cerca ancora.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276777

Ultim’ora: Alleanza nazionale picchia sempre duro sulla Provincia di Milano. E lo fa per nome e per conto del diritto al bagnetto di quelli che frequentano l’Idroscalo. Sì, diritto alla nuotatina che spinge An ad un furore politico apparentemente incomprensibile dopo la decisione dell’amministrazione di via Vivaio di non far sborsare neppure un cent a chi, di sabato e di domenica, bazzicherà le piscine dell’Idroscalo. «Tranquilli, non ci siamo bevuti il cervello» replica Giovanni De Nicola, capogruppo provinciale di An: «Quella delle piscine gratis è solo la furbata». In soldoni, accusa An, la Provincia consentendo «l’accesso gratuito alle tre piscine della struttura» spera così di «non dover spiegare perché da un anno e passa c’è divieto assoluto di balneazione nelle acque dell’Idroscalo». Ma, aggiunge De Nicola, «la capienza totale delle piscine è di appena 600 posti» ovvero «per i 150mila milanesi che frequentano l’Idroscalo non c’è possibilità di farsi il bagnetto». Nota, quest’ultima, che offre il destro a Palazzo Isimbardi per replicare di «aver ereditato dalla precedente amministrazione solo una piscina attiva e che, invece, adesso ce ne sono tre». La questione, evidentemente, non sta nei numeri e non sta certo nelle note stampa di An o della Provincia: i milanesi hanno diritto a tuffarsi nelle acque dell’Idroscalo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276696

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