da MilanoIl settore delle compagnie aeree vive un momento quanto mai difficile, a causa della frenata dell’economia e della corsa del costo dei carburanti, tanto che un rapporto della società di consulenza AlixPartners prevede una raffica di fallimenti nell’immediato futuro, destinati ad aggiungersi ai molti già verificatisi: negli ultimi due anni 24 compagnie aeree Usa hanno fatto ricorso al Chapter 11. Ieri Continental Airlines, la quarta compagnia aerea statunitense, ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre con perdite per circa tre milioni di dollari, contro un utile di 228 milioni dello stesso periodo di un anno fa. E anche le compagnie low cost vanno in crisi: Ryanair ha annunciato che ridurrà i voli settimanali sullo scalo londinese di Stansted, il suo hub principale, in risposta al caro petrolio e alla pressione fiscale; anche il numero degli aerei utilizzati scenderà del 25 per cento. La compagnia leader nei viaggi low cost stima di trasportare da Stansted 900mila passeggeri in meno quest’inverno. E il sindacato dei piloti americani denuncia la Us Airways, la principale compagnia low cost statunitense, perchè fa volare i suoi jet con serbatoi al limite per ridurre i costi del carburante. Eppure, c’è chi crede nella ripresa in tempi brevi: è il caso dell’Argentina, dove la compagnia aerea Aerolineas Argentinas ritorna sotto il controllo dello Stato. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Ricardo Jaime, dopo che il governo di Buenos Aires è riuscito a trovare un accordo con il gruppo spagnolo Marsans, a cui apparteneva la compagnia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276879

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