Archiviazioni mensili: Settembre 2008

Qualcuno ieri ha notato che al momento del collegamento con Sky Josè Mourinho, vista la contemporanea presenza di Claudio Ranieri, ha preferito allontanarsi accampando una scusa. Fatto sta che, panino o no (Josè ha detto che aveva fame ed era andato a riempire il buco), dopo tre giornate l’Inter è già in testa e la Juve è al suo fianco. E come previsioni la rivalità tra i due è già accesa.In attesa di sapere cosa sono davvero Milan e Roma, comunque finalmente in ripresa, il campionato insomma ci ha messo solo 270 minuti per ristabilire le gerarchie annunciate e lo sbadiglio in tv di Zlatan Ibrahimovic è quasi una minaccia: tra un po’ potrebbe contagiare tutti. Resta però una domanda: se l’Inter è quella vista ieri a Torino, può la Juventus davvero darle fastidio? Le due vittorie – contro i granata e contro il Cagliari – sono arrivate in maniera completamente diversa e l’impressione è che i bianconeri fatichino un po’ di più per raggiungere il risultato, colpa anche dell’infermeria piena che dà pochi cambi a Ranieri.Ecco, il fatto è questo: la Juve dello scorso anno giocava ogni 7 giorni e aveva la possibilità di lasciar prendere fiato ai suoi «vecchietti», gente come Del Piero e Nedved che continuano a costituire spesso l’ossatura della squadra. Quest’anno invece il ritmo è cambiato, si gioca ogni tre giorni e la coperta – infortunio dopo infortunio – comincia a sembrare un po’ corta: finché Amauri risolve i problemi tutto va bene, ma quanto durerà?Insomma: il primo capitolo del campionato sembra già togliere la suspense di chi sarà il colpevole.

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Mentre Lufthansa decolla da Malpensa, AirOne si prepara a soppiantare Alitalia sulla ricchissima rotta Milano-Roma e sui collegamenti con le isole, Sicilia e Sardegna, che devono essere garantiti per continuità territoriale. Un piano di rinforzo che conferma come sia già iniziata la spartizione della torta di Linate, anche perché sono sempre di più i passeggeri che preferiscono non utilizzare la compagnia di bandiera per i loro spostamenti.La sede dell’AirOne ha allertato assistenti di voli e piloti perché siano pronti con gli straordinari nel momento in cui Alitalia si dovesse fermare a causa del grounding previsto ormai a giorni. Il piano di voli aggiuntivi nazionali riguarderebbe i collegamenti con Fiumicino da Linate e Malpensa e, appunto, quelli con il Sud e le isole. Si potenzia anche Meridiana, che tra pochi giorni partirà con cinque voli al giorno da Linate a Fiumicino, previsti dall’orario per il 25 ottobre ma anticipati proprio per le difficoltà di Alitalia.

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Diciamo la verità: non poteva essere inaugurata peggio l’alleanza tra le produzioni tedesca e cinese. Shanghai Baby, diretto dal veterano tedesco Berengar Pfahl, è una bufala di proporzioni gigantesche. Per di più estremamente pretenziosa, come il (vendutissimo, assicurano) romanzo da cui è tratta. Siamo dunque a Shanghai, dove la non più tanto baby del titolo, l’aspirante scrittrice Coco (al secolo la trentottenne Bai Ling, che dieci anni fa mandava in tilt Richard Gere nell’Angolo rosso), si divide tra due uomini, che incredibilmente non battono ciglio davanti alle sue inimitabili idiozie. Il timido pittore locale Tiantian (Gregory Wong), tenerissimo ma impotente, che si limita a riempirla di baci e carezze, e il focoso manager inglese Mark (Luke Goss), spedito dall’azienda in Cina, che a Berlino ha, temporaneamente, lasciato moglie e bambina.La passione con l’amante numero due è esplosa presto, un delirio dei sensi a cui la fanciulla non sa resistere, anche se continua a vivere con l’altro, sempre più depresso da quando ha intuito le corna. Un dolore insostenibile, che lo porta prima lontano dalla sua bella nel sud del paese, e poi lo spinge a trovare rifugio nella droga. La storia, raccontata malissimo e immersa spesso nel buio più pesto, è involontariamente comica, grazie anche agli agghiaccianti dialoghi. Dove brillano perle del tipo: «La mia mente è piena di ombre ondeggianti come quelle di una candela», oppure: «Sei una perfezionista a giudicare da come balli».

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Il fermo di ieri è stato «solo» il trentasettesimo. Il ragazzo rom di nazionalità romena «pizzicato» ieri a Milano da un vigile urbano era stato infatti portato in questura altre trentasei volte. Circa le 15 di ieri, fermata Piola della seconda linea della metropolitana milanese: un vigile urbano in abiti civili – stava rientrando a casa per fine servizio – viene richiamato dalle urla di un cittadino, testimone oculare del furto di un portafogli. La vittima – a testimonianza della destrezza del borseggiatore – una donna, non si era accorta di niente. Il vigile è riuscito ad acciuffare il responsabile. Portato in centrale il sedicenne si è rivelato essere appunto una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, con trentasei fermi precedenti per reati come furto, rapina, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. «Si susseguono le operazioni a contrasto della criminalità operate dalla Polizia Municipale – afferma Riccardo De Corato, vicesindaco ci Milano -. Cinque giorni fa i vigili hanno arrestato in via Sant’Abbondio un clandestino marocchino fermato 34 volte con alle spalle una sfilza di precedenti penali».

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Sui mercati è ripresa la corsa all’oro. Al fixing londinese, il metallo giallo ha raggiunto 863 dollari l’oncia. Dall’inizio della settimana i prezzi sono saliti del 15%. Una spinta alimentata dalla crescente instabilità del sistema finanziario. Rovesci per rame, alluminio e stagno su cui pesa lo spettro della recessione. Petrolio in area 95 dollari al barile.

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Qualche piccolo problema elettrico nella notte, poi mercoledì mattina, l’acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Colider (Lhc) del Cern di Ginevra, che genererà un’energia tale da ripetere il Big Bang è partito. Nella prima fase dell’esperimento si è sparato un fascio di protoni che ha completato il primo giro dell’anello lungo 27 chilometri. Il tragitto dei protoni è stato accolto dagli applausi dei ricercatori del centro di controllo del Cern. Nel corso del giro si è notato un lampo di particelle mentre il fascio di protoni attraversava il gas residuo presente nel rilevatore. Ovviamente non si tratta di una collisione tra protoni, visto che in questa prima fase dell’esperimento ne circola solo un fascio. Ma per i ricercatori è il segno che tutto sta andando per il verso giusto. L’esperimento, in cui è utilizzato il più grande macchinario costruito per ricerche nel campo della fisica, potrebbe portare a nuove grandi scoperte. Robert Aymar, direttore generale del Cern di Ginevra ha dichiarato: «Abbiamo due emozioni: la soddisfazione per aver completato una grande missione e la speranza di grandi scoperte davanti a noi». Le fasi previste per l’esperimento sono quattro. Gli scienziati sperano si possa materializzare la «particella di Dio», scientificamente chiamata bosone di Higgs. Questa particella misteriosa, al momento solo ipotizzata dallo scienziato scozzese Peter Higgs, spiegherebbe l’esistenza della massa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78880

A Milano non nascono i fiori, secondo una vecchia canzone. A Milano però nasce di tutto e non dal niente. A Milano c’è stato un sindaco leghista che, nel ’93, diede l’Ambrogino d’oro a tutte le vittime della strage di via Palestro, tranne una: il marocchino Driss Moussafir (non dimentichiamo il suo nome) dilaniato mentre dormiva su una panchina. E oggi c’è il sindaco Moratti, che ha cercato di cacciare dalle scuole i bambini immigrati, secondo lei «illegali». Ora, contro l’emergenza criminalità, ingiustamente assimilata all’immigrazione, ci sono perfino i soldati, mandati a farsi riprendere dalla tv proprio lì, dove è stato assassinato un ragazzo italiano, colpevole di essere nero. E il vicesindaco De Corato ha il coraggio incivile di andare in tv a dire che «parlare di razzismo a Milano è un’offesa per la città». Giusto la stessa reazione di chi, quando si parla di mafia, sostiene che si offende la Sicilia. Invece no, non si offende Milano dicendo la verità sui suoi amministratori che per anni hanno predicato e praticato il razzismo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79030

«Per tre anni ho chiesto in ogni modo al Segretario di Stato Condoleezza Rice di modificare le regole che discriminano i dipendenti gay e lesbiche del Dipartimento di Stato senza ottenere una risposta. Mi sono quindi trovato nella situazione di dover fare una scelta tra i miei doveri verso il mio compagno – che è la mia famiglia – e il mio servizio al Paese. Il fatto che una persona si sia trovata a dover compiere una scelta di questo tipo è una macchia per la leadership del Segretario di Stato ed è una vergogna per questa istituzione e per il nostro Paese». Michael Guest, diplomatico ed esperto di affari europei, è stato il primo americano apertamente gay a diventare ambasciatore. Si è dimesso a 50 anni, nel dicembre del 2007, e le parole nient´affatto diplomatiche che ha pronunciato alla cerimonia di chiusura della sua carriera hanno fatto molto rumore nelle stanze ovattate del Dipartimento di Stato fino a rimbalzare sulla stampa Usa ed internazionale. Ho incontrato Guest al Summit annuale di Out & Equal, l´organizzazione no profit americana che si batte per la parità dei diritti della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali transgender) nei luoghi di lavoro.Dato che conosci bene l´Italia dove le professioni si trasmettono di solito di padre in figlio, non ti stupirai se ti chiedo se la vocazione per la diplomazia ti è stata trasmessa con il sangue. Ambasciatore e figlio di ambasciatore?«Nient´affatto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78999

Almeno 31 persone sono morte e decine sono rimaste ferite venerdì pomeriggio a Dujail, 40 km a nord di Baghdad. Un kamikaze ha fatto esplodere un camion carico di esplosivo nei pressi di un posto di polizia. Si è trattato dell’attentato più sanguinoso in Iraq da tre mesi.L’attentato è avvenuto intorno alle 18 ora locale (le 17 in Italia), poco prima dell’Iftar, la rottura serale del digiuno del Ramadan. Ma se ne è avuta notiza solo in tarda serata. Il camion imbottito di esplosivo e guidato da un attentatore suicida è scoppiato davanti a un posto di polizia. Quest’ultimo era difeso da protezioni di calcestruzzo dette «T-Walls», ormai diffuse in tutto l’Iraq, che impediscono ai mezzi di avvicinarsi agli edifici.Il camion è esploso contro una di queste, ma lo scoppio è stato così forte che ha ucciso e distrutto tutto quello che si trovava intorno su di un vasto raggio. Buona parte delle vittime sono civili. Dujail è una città sciita, nonostante si trovi nella provincia sunnita di Salaheddine, roccaforte di al Qaida insieme a Diyala e Ninive. A Dujail Saddam Hussein nel 1982 scampò ad un attentato: per rappresaglia fece uccidere 140 persone. Per questa strage è stato condannato a morte.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78965

Le tre scimmie di Nuri Bilge Ceylan sceneggiatura di Ebru Ceylan, Ercan Kesal, Nuri Bilge Ceylanfotografia di Gpklan Tiryakimontaggio di Ayhan Ergursel, Bora Goksingol, Nuri Bilge Ceylancon Yavuz Bingol, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78897