Archiviazioni mensili: Febbraio 2009

«In tv si vedono solo “paraculaggini”, una dietro l’altra. Da Santoro in poi – ha detto Arbore -, in tv cercano tutti di sconfiggere o ossequiare l’Auditel con furbaggini di diverso tipo. Anche se furbaggini non è la parola giusta». Lo showman lo ha detto ieri mattina durante un incontro con gli studenti all’Università La Sapienza di Roma.

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RomaLa «preoccupazione degli operai inglesi», ci mancherebbe, in Lega la comprendono tutti. D’altra parte, sono anni che a via Bellerio ci si batte contro «la globalizzazione selvaggia» e i «lacci e lacciuoli imposti dall’Ue». Ma a schierarsi con i picchetti di Grimsby e contro i lavoratori italiani sono davvero in pochi, soprattutto tra i sindaci del Carroccio. Al punto che Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, non esita a parlare di «sciopero senza senso» perché «siamo davanti a un’azienda che ha regolarmente vinto un appalto». E poi, gli fa eco Massimo Bitonci, «non si contano le società straniere che vincono bandi di gara in Italia, anche per l’erogazione di servizi pubblici locali». Secondo il sindaco di Cittadella – noto alle cronache per le ordinanze sugli extracomunitari – bisogna dunque «andarci con i piedi di piombo» perché «non possiamo certo farci la guerra l’uno con l’altro all’interno dell’Ue».Sul fatto che il caso inglese sia una «cartina di tornasole» sono invece tutti d’accordo. Un «campanello d’allarme», lo definisce il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Proprio lui che da vicepresidente del Veneto propose tre diverse liste di collocamento: solo esaurita quella dei cittadini veneti si sarebbe dovuti passare a quella degli oriundi e infine agli stranieri. «So bene che ci sono regole europee da rispettare – spiega Zaia – ma quando la crisi si farà dura non potremmo fare a meno di privilegiare l’occupazione territoriale».

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La crisi c’è e, naturalmente, anche il motociclismo ne risente. Ma la Yamaha continua a ritenere le corse fondamentali. Lo spiega bene Lin Jarvis. «Negli ultimi cinque, sei anni – afferma il responsabile delle competizioni della Casa giapponese -, abbiamo avuto grandi benefici dalle competizioni e la Yamaha le ritiene fondamentali per vendere i suoi prodotti. Dall’alto ci impongono una riduzione del budget: taglieremo il superfluo, ma saremo più creativi, cercando di mantenere la medesima competitività». Su come uscire dalla crisi, Jarvis ha le idee ben chiare. «E’ chiaro che è fondamentale ridurre i costi, come si sta facendo per il 2009 e, soprattutto, per il 2010, ma è anche necessario aumentare le entrate, sfruttando meglio le potenzialità dello sport motociclistico».

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