E’ in atto ”una guerra discriminatoria (e incostituzionale) contro i cattolici e la chiamano battaglia contro il privilegio”,scrive Avvenire, in un editoriale in prima pagina, tornando sulla questione Ici-Chiesa in merito alla Manovra.Il giornale dei vescovi italiani spiega in 4 punti perche’ la Chiesa cattolica non e’ privilegiata nel pagamento dell’Ici: gli immobili non pagano l’Ici solo se utilizzati da enti non commerciali e solo se destinati totalmente all’esercizio esclusivo di una o piu’ tra le attivita’ sopra elencate.
Ecco dove l’Ici non si paga’, scrive: ”Vi e’ mai capitato di entrare in un locale dove si ascolta musica, si mangia e si beve birra allegramente seduti ai tavoli, si balla anche, ma prima di eatrare vi hanno fatto pagare una piccola quota associativa con tanto di tesserina’
Cosi’ pure i partiti politici, si’ anche loro, non devono pagare l’Ici negli immobili di proprieta”’.Nella rinnovata polemica su Ici e Chiesa cattolica, ”sul piano tecnico le cose sono chiare: la Chiesa cattolica paga quello che c’e’ da pagare, paga quello che e’ previsto, come tutti, e non gode di nessun privilegio.Atteniamoci dunque ai fatti, che sono uguali per tutti e parlano chiaro”.
Le numerose iniziative d’intervento per le famiglie e per tutti coloro che la crisi sta mettendo in difficolta’ sono scrupolosamente documentate e non solo quando sono messe in opera con fondi pubblici”.In questa fase, conclude il Sir, c’e’ bisogno ”di una rendicontazione puntuale e scrupolosa sui soldi, ma anche di quelli che gli economisti chiamano ‘beni immateriali’, che sono un patrimonio prezioso per tutti e che tutti siamo chiamati a salvaguardare e far crescere sempre di piu”’.
Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=5259&ID_blog=242&ID_sezione=524