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«Per tre anni ho chiesto in ogni modo al Segretario di Stato Condoleezza Rice di modificare le regole che discriminano i dipendenti gay e lesbiche del Dipartimento di Stato senza ottenere una risposta. Mi sono quindi trovato nella situazione di dover fare una scelta tra i miei doveri verso il mio compagno – che è la mia famiglia – e il mio servizio al Paese. Il fatto che una persona si sia trovata a dover compiere una scelta di questo tipo è una macchia per la leadership del Segretario di Stato ed è una vergogna per questa istituzione e per il nostro Paese». Michael Guest, diplomatico ed esperto di affari europei, è stato il primo americano apertamente gay a diventare ambasciatore. Si è dimesso a 50 anni, nel dicembre del 2007, e le parole nient´affatto diplomatiche che ha pronunciato alla cerimonia di chiusura della sua carriera hanno fatto molto rumore nelle stanze ovattate del Dipartimento di Stato fino a rimbalzare sulla stampa Usa ed internazionale. Ho incontrato Guest al Summit annuale di Out & Equal, l´organizzazione no profit americana che si batte per la parità dei diritti della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali transgender) nei luoghi di lavoro.Dato che conosci bene l´Italia dove le professioni si trasmettono di solito di padre in figlio, non ti stupirai se ti chiedo se la vocazione per la diplomazia ti è stata trasmessa con il sangue. Ambasciatore e figlio di ambasciatore?«Nient´affatto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78999

Momento difficile per le agenzie di rating, quelle organizzazioni che danno giudizi sull’affidabilità finanziaria di banche, enti e società che emettono obbligazioni. Da mesi sono oggetto di polemica (e in Usa anche di azioni legali) sull’attendibilità dei loro giudizi, che non sono riusciti a evidenziare per tempo i problemi da subprime e le super perdite da derivati. Gli affari sono in calo, con Moody’s, leader del settore, che mercoledì ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre con l’utile in discesa del 48%. E ora arriva un severo giudizio della Commissione europea. Bruxelles ha annunciato, ieri, di aver avviato una consultazione di tutte le parti interessate sulle misure che intende prendere per ridimensionare «l’eccessivo rilievo» attibuito dalla legislazione comunitaria alle valutazioni delle agenzie di rating del credito. Secondo la Commissione le banche vi hanno fatto troppo affidamento e hanno trascurato, perciò, il proprio dovere di valutare in proprio i rischi. Le agenzie di rating sono state inoltre accusate di portare una pesante responsabilità nella crisi dei mutui, per aver generalmente sottovalutato il rischio dei crediti legati ai prodotti strutturati e per aver tardato a tener conto del deterioramento relativo al mercato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280136

Ho evitato ogni polemica, nei giorni precedenti la manifestazione di Piazza Navona – benché non mancassero le falsità, le manipolazioni, le insinuazioni (e perfino gli insulti) cui replicare -, per non offrire pretesti a chi questa manifestazione voleva ostacolare. Eviterò ogni polemica ora, dopo che una partecipazione di cittadini andata al di là delle più temerarie speranze ha dato vita a una giornata di straordinaria risposta democratica e di resistenza civile al gorgo di «putinizzazione» nel quale Berlusconi, a forza di leggi-vergogna, sta trascinando l’Italia. Una partecipazione di cittadini clamorosa per numero, almeno centomila, con la piazza stipata modello «sardine» e le vie circostanti piazza Navona colme di persone che non riuscivano a entrare. Ed emozionante per generosità, passione politica, indomita volontà di non assuefarsi alle sirene confortevoli del conformismo e della passività. Alla grande tentazione che sempre minaccia le democrazia, quella della «servitù volontaria». Molti cittadini sono venuti da città lontane, perfino dalle isole, sacrificando un giorno di ferie, spendendo tempo e denaro, pur di non rimandare a quando potrebbe essere troppo tardi, il loro grido di libertà e di dignità. Poiché mi sono imposto di evitare polemiche, per rispetto dei centomila cittadini che hanno manifestato a piazza Navona, registro e accantono acriticamente le affermazioni di Nanni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77084